Dentro territori e traiettorie sfumate ed incerte, sospese tra un'inconsapevole perdita di sensazioni essenziali e un'effimera dichiarazione di intenti, la riconoscibilità delle immagini sfugge lo sguardo discreto di un osservatore distratto o assente.
Non è questo il percorso da seguire, ma il gioco molecolare del tempo: la fulminea labilità dell'esistenza e l'incombere non esorcizzabile delle emozioni; i sentimenti sottesi alle contraddizioni ed ai sussulti delle ossessioni e dell'amore; l'ebbrezza semincosciente della passione, il falso movimento del desiderio, non sono forse dominio del tempo?
Così l'asimmetria delle forme, la non-linearità degli spazi, la contaminazione delle figure, offrono ognuno un percorso da seguire, diverse alternative e un'infinita possibilità di sfuggire il senso per catturarne le immagini, appropriarsi delle forme per trasformare la natura in un volto.
In un epoca che ha smarrito i suoi gesti, dove ogni naturalezza è stata sottratta all'indecifrabilità della storia, la rappresentazione e le forme non sono altro che l'ascolto, mai trascurato, di un inesausto e controverso dialogo interiore.
L'inapparente dolore, a cui l'uomo e l'artista è più sensibile che al piacere, non tempra e non eleva, ma discrimina e distingue. E se pure non è necessario avere un corpo per percepirlo, nello sviluppo del pensiero il fare precede il comprendere: i tratti si contraggono nell'espressione, si irrigidiscono in un carattere, sprofondano in se stessi.
Scegliere ed individuarne i rapporti, sia pure all'interno di una realtà che sappiamo essere di necessità provvisoria, diventa, di fatto, una sfida e una allegoria.
Un gioco di specchi e di memoria: ma la memoria assomiglia di più alla fusione e al ricongelamento di un ghiacciaio che ad una iscrizione su di una roccia.
"Tiziano Bernardi vive e lavora a Parma dal 1964".